Sulla Via dei Terrazzamenti in bicicletta

Situato sulla Via dei Terrazzamenti e non lontano dal Sentiero Valtellina, il Dosso Maroggia si è dotato di una coppia di e-bike per offrire agli ospiti la possibilità di percorrere i sentieri ciclabili della zona in scioltezza e agilità.

La Via dei Terrazzamenti è un percorso facile con saliscendi per lo più asfaltati che partendo da Morbegno permette di raggiungere Tirano restando a metà costa lungo il versante retico della pedemontana valtellinese.

E’ un itinerario che permette di godere di un paesaggio fatto di vigneti terrazzati, muretti a secco, tratti boschivi e piccoli borghi in ogni stagione dell’anno grazie alla sua fortunata esposizione a sud.

Settanta i chilometri totali ad una quota compresa tra i 300 e i 700 metri slm. I dislivelli non sono eccessivi e una quarantina di aree di sosta offrono la possibilità di rifornirsi d’acqua e consultare mappa e tabelle informative. Il tempo di percorrenza da Morbegno a Tirano è stimato in quattro ore, con una pendenza minima dello 0,5% e massima del 14,6% e un dislivello complessivo positivo di 2350 m.

E’ possibile il ritorno in treno da vari punti del percorso.

 

 

 

 

 

 

Wellness… la sauna

La sauna è montata!

Aperta solo agli ospiti, fantastico momento dopo sci, per rilassare la muscolatura dopo un’escursione a piedi o in bicicletta o semplicemente un modo per esorcizzare il rigore dell’inverno.

Rilassante la vista sulla valle… finché il vapore non prende il sopravvento.

Uno spazio esterno scoperto ospita due comode sdraio dove rilassarsi per arrestare gradatamente la sudorazione.

Il piccolo bagno accessibile dall’esterno della casa permette una doccia fredda o tiepida, a seconda del grado di coraggio, per abbassare la temperatura corporea, mentre una passeggiata in giardino facilita il rilassamento del sistema respiratorio.

Ai neofiti si consiglia di chiedere consiglio al proprio medico prima di sottoporsi a un bagno di calore, soprattutto in caso di problemi cardiaci, di circolazione o di pressione troppo alta o troppo bassa. Non è consentito l’uso della sauna ai minori di diciotto anni.

Si chiede di avvisare un’ora prima, per un’adeguata accensione.

Fornisco due asciugamani a testa e chiedo un contributo di 10 euro persona.

 

 

Visita una cantina!

E’ possibile organizzare la visita a una cantina, ripercorrere la lenta strada che fa un grappolo di Chiavennasca da soleggiati balzi rocciosi a rare bottiglie dalla lunga maturazione.

Come accade da ARPEPE, cantina nota per i lenti processi di affinamento, attenta alla tradizione, al sapiente lavoro manuale, dove tecnica e improvvisazione creativa si uniscono, perché ogni vino è una storia.

E’ una proposta che ben si colloca tra le molte interessanti e appassionate realtà che producono vino in Valtellina. A mio avviso emblematica perché vicina alla tradizione – tre fratelli vignaioli da cinque generazioni – e nello stesso tempo innovativa – sia d’esempio lo sfruttamento dell’energia geotermica ricavata dall’acqua di falda sulla quale poggia la cantina.

E’ preferibile – ma non necessario – un preavviso di un paio di settimane per poter organizzare al meglio i gruppi per la visita e per poter cucirvela addosso al meglio, più o meno tecnica e approfondita a seconda delle esigenze e dell’interesse di ognuno. La visita dura un paio d’ore ed è accompagnata dalla degustazione di alcuni vini. Sono richieste 15 euro a persona.

Nel caso il periodo o le contingenze non lo rendessero possibile, o ancor meglio, per integrare quest’esperienza, sarà mia cura individuare ottime o ulteriori alternative  tra le cantine associate alla Strada del Vino o indirizzarvi verso competenti e trascinanti degustazioni in alcune enoteche che possano aggiungere qualcosa  e ben completare la vostra esplorazione del panorama enologico valtellinese.

Per saperne di più: ARPEPE

… e un ottimo punto di riferimento: TERRA VINO

 

 

Cena valtellinese a domicilio

Non avete voglia di scendere a cena e preferite godervi il fresco delle sere d’estate al tavolo del giardino a lume di candela o il calore di sasso e legno nella cantinetta con la stufa accesa d’inverno? Oppure siete qui solo una notte di passaggio con la voglia di approfondire la conoscenza della nostra valle attraverso i suoi piatti?

Se siete almeno sei persone – vale anche per ospiti distinti in particolare sintonia, visto che al Dosso piacciono molto i tavoli condivisi – con un preavviso di un paio di giorni, un dinamico ed entusiasta cuoco locale, può arrivare con materie prime scelte e tutto il suo staff di pentole ad allietarci con la sua cucina.

Sciatt e pizzoccheri la fanno da padroni – il pizzocchero è home made, ovviamente – ma anche un antipasto di bresaole, slinzega di manzo e maiale, salame e formaggio d’alpeggio, scovati nelle macellerie e latterie della valle, pane cotto nel forno a legna e cicorino dell’orto. Poi a sorpresa e a seconda dell’estro, costine di maiale cotte al lavec che si sciolgono in bocca o, per pochi, un risottino al bitto e bresaola.

Venti gli euro a persona per la cena, compreso il dolce e un onesto Nebbiolo valtellinese che non può non bagnare il tutto.